Roberto Maggiani Gaia Leiss

LO SPIRITO DEL TANGO

Lo spirito del tango risiede da qualche parte dentro di noi, diamoci la possibilità di essere sedotti dal suo fascino. Ovunque, nel mondo, vi siano persone che si incontrano per apprezzare il ballo, c'è sempre il tango. Il tango non si insegna ma si impara, non è necessario inculcarlo in qualcuno, già si trova là, nell’intimo. Piuttosto si tratta di permettergli di venire fuori e di esprimersi. Anche i ballerini più inesperti sono in grado di apprezzare il tango dopo soltanto una o due lezioni, è la musica che prende, è lei la vera maestra. Il tango è una danza per tutte le stagioni della vita e per tutti. Per i più giovani è un approccio emozionante e talvolta divertente. Per gli accademici è intellettualmente stimolante. Per gli anziani è ugualmente apprezzabile e praticabile, dato che richiede uno sforzo energetico non superiore a quello di una passeggiata. Non esisterà mai un solo ballo che possa eguagliare l'attrattiva universale del tango. Qualcuno una volta disse: "Il tango è il ballo preferito da tutti ed è giusto che nessuno l'abbia ancora scoperto del tutto!".
Lo stile che insegniamo è quello dei vecchi milongueri di Buenos Aires, uno stile pulito, semplice e coinvolgente che lavora molto l’abbraccio e mette in evidenza la coppia in quanto “creatura altra” rispetto ai due ballerini componenti (indifferentemente uomo-donna, donna-donna o uomo-uomo). Uno ha il ruolo di proporre i passi secondo la musica, l’altro ha il ruolo di ricevere e ridonare la propria interpretazione musicale, in un dialogo coinvolgente e appassionante.


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