Per iniziare e per approfondire il ballo del tango argentino

foto di Alberto Gennari

Ballare il tango argentino è cosa facile, non necessita avere capacità motorie particolari o prestanza fisica, si può iniziare a qualunque età e permette di esprimere la propria gioia o il proprio disagio interiore (è famosa la frase "il tango è un sentimento triste che si balla") con totale libertà sull'onda della musica, di un abbraccio e nello spazio, ampio o esiguo, di una milonga. Non è necessario essere accoppiati, poiché il tango è comunitario e si troverà sempre una dama da invitare o un cavaliere da cui essere invitate, in una notte qualunque della nostra vita.

Lo stile che ci caratterizza è principalmente milonguero. Si svilupperà, in particolar modo, un approccio al tango che risalti l'abbraccio e, come conseguenza di una relazione ben impostata nella coppia, possano, da questo, scaturire libertà nei movimenti e creatività interpretativa nella musica.

Durante il corso verranno date tutte le indicazioni per poter ballare con libera interpretazione dopo aver acquisito la tecnica fondamentale del ballo. Avendo il tango una forte connotazione sociale verranno indicati i luoghi di Roma dove è possibile passare belle serate di ballo, questi luoghi sono dette milonghe.

Non è richiesto un particolare abbigliamento ma sono consigliate scarpe comode e senza punta (per le donne un leggero tacco).

Il Giornale: "Ecco dove si diventa tangueri" »
Corriere della sera: "Tutto il calore del tango..." »



Per chi inizia a ballare (principianti):

Mercoledì:

Associazione "Il cielo sopra l'Esquilino"
Via Galilei 57 (zona Piazza Vittorio/Esquilino) Roma

dalle 20.30 alle 21.30



Per chi balla da almeno un anno (intermedi):

Mercoledì:

Associazione "Il cielo sopra l'Esquilino"
Via Galilei 57 (zona Piazza Vittorio/Esquilino) Roma

dalle 21.30 alle 22.30


Per chi balla da almeno due anni (avanzati):

Mercoledì:

Associazione "Il cielo sopra l'Esquilino"
Via Galilei 57 (zona Piazza Vittorio/Esquilino) Roma

dalle 22.30 alle 23.30



 PRATICA di tango

Mercoledì:

Associazione "Il cielo sopra l'Esquilino"
Via Galilei 57 (zona Piazza Vittorio/Esquilino) Roma

dalle 23.30 alle 00.30

La pratica è particolarmente rivolta ai nostri allievi ma è aperta a tutti, si balla liberamente, i maestri sono a disposizione per eventuali chiarimenti sulle dinamiche di ballo. Il luogo è climatizzato, c'è possibilità di bere e mangiare qualche dolcetto o salato.


La PRATICA di tango è per tutti coloro che vogliono ballare in una situazione molto simile a quella di una milonga ma dove è possibile, nel corso della serata, approfondire la propria conoscenza delle dinamiche del tango: a questo scopo saranno a disposizione i maestri.

Le origini del ballo del tango argentino

Il tango fa la sua comparsa nei sobborghi di Buenos Aires intorno al 1880. Nulla si sa di come sia nato, persino l'etimologia è del tutto incerta, ne vi è un nome, una data, un episodio particolare che sia legato al suo esordio. Appare all'improvviso come una sorta di linguaggio comune della gente di Buenos Aires, folle di immigrati italiani, spagnoli, tedeschi, russi, famiglie numerose che abitano fianco a fianco nei grandi conventillos, nei cui cortili le note e i passi uniscono le persone più di quel castigliano sgrammaticato che ciascuno si sforza di parlare. Nell'arrabal, il quartiere di periferia, si realizza l'incontro fra la gente del porto e la gente delle campagne. La gente della pampa porta la payada, un'antica forma di poesia popolare caratteristica delle feste di paese: il payador improvvisa sei versi endecasillabi, seguiti da un caratteristico stacco di chitarra. Intorno al 1870 la payada si evolve e ad essa si unisce il ballo: è la habanera, danza spagnola diffusasi a Cuba e portata dai marinai fino alle due sponde del Rio della Plata, che si diffonde ma immediatamente si trasforma, assumendo l'andamento caratteristico e insolito di una camminata in cui l'uomo avanza e la donna indietreggia. Nasce così la milonga, e milonguear significa passare la notte alternando canto e ballo. Dal porto di Buenos Aires arriva anche il candombe, danza caratteristica dei neri (che avevano abitato un piccolo borgo nella parte vecchia prima di scomparire decimati dalla febbre gialla), in cui le coppie ballano separate ma molto vicine, abbandonandosi a sensuali movimenti pelvici. Sono gli ingredienti che si fondono nel tango.

Parlarsi con un abbraccio

Il tango rappresenta una vera rivoluzione nel ballo di coppia. Con valzer, mazurca, polka e gli altri balli in voga ha in comune solo la presa fra i due ballerini; tutto il resto segue una logica totalmente innovativa. Non è di apprendimento immediato, e per ballarlo non basta salire in pista (come avviene con le altre danze di società) e seguire il ritmo, ne è sufficiente accompagnarsi a un partner che già lo conosce e "farsi portare". Si tratta di un vero e proprio esercizio di concentrazione. I primi tangueros di cortile non lo improvvisano, se pur nemmeno frequentano corsi presso maestri professionisti: è durante la settimana, dopo il lavoro, che piccoli gruppi di uomini provano e riprovano fra loro i passi, mentre altrove le donne fanno la stessa cosa, per prepararsi al ballo della domenica. Perché il tango (e ci teniamo a sottolinearlo a dispetto di chi, senza conoscerlo, vuole identificarlo con un assoluto "pensiero triste che si balla") è divertimento, non solo quando ci si lancia in pista alla festa o nel salòn, ma anche facendo parte di allegre e chiassose comitive che si ritrovano per provare e ripetere. Il tango è un ballo totalmente libero, privo di coreografie predefinite. Mentre le altre danze si fondano su una figura di base da ripetere alternandola a qualche occasionale variante, il tango è del tutto privo di schemi ripetitivi. La salida basica è solo una combinazione di passi che si utilizza per imparare a ballare (cioè a ... non ripeterla), mentre le figure classiche (ocho adelante, ocho atràs, mordida, medialuna, ecc.) vengono continuamente assemblate, sospese, frammentate e ricombinate, in un'unica caleidoscopica figura che non si ripeterà mai uguale. Le coppie non procedono mai in modo fra loro coerente: ognuna segue di volta in volta direzioni diverse (e la necessità di evitare le collisioni impone ulteriormente di decidere istante per istante il passo da eseguire), anche se viene complessivamente mantenuta una lenta rotazione in senso antiorario. Il tango è un linguaggio con cui esprimersi. Per chi balla il valzer o la polka la musica è un supporto ritmico, e la melodia un accompagnamento; un brano o un altro, un interprete o un altro vedono i ballerini eseguire sempre gli stessi movimenti. Ma le melodie del tango sono così ricche di differenti coloriture musicali, gli stili interpretativi e gli impasti strumentali così diversi, la poetica dei testi così mutevole, che passare da un brano all'altro (o anche da un esecutore all'altro di uno stesso brano) significa entrare in una condizione emozionale nuova, che ispira un portamento e uno stile che non sono mai gli stessi.

Compagni di strada

Più che il ballo dell'Argentina, il tango è il ballo del Rio della Plata, cioè delle città di Buenos Aires e Montevideo, due metropoli che si affacciano da sponde opposte all'estuario del grande fiume, e che al di là dell'appartenenza a due stati diversi, sono molto più vicine fra loro per storia, composizione etnica, cultura di quanto ciascuna non lo sia rispetto al resto della nazione di cui è capitale. Ma il tango non è la sola danza rioplatense: i tangueros sono soliti alternarlo alla milonga e al vals criollo. La milonga è caratterizzata da un tempo molto più veloce di quello del tango, con un ritmo semplice, regolare e sincopato. La danza è piena di brio, con figure sempici: essenzialmente una camminata continuamente spezzata, con una forma tipica di ocho sia dell'uomo che della donna (ocho milonguero), e poche altre figure, necessariamente agili, data la velocità. A volte la si balla senza la classica presa: ciascuno tiene le mani allacciate dietro di sè, mentre le fronte si appoggia a quella del partner (secondo alcuni questo stile sarebbe invenzione della nota cantante Tina Merello, che in una occasione dovette nascondere al pubblico una improvvisa ampia scucitura della propria gonna). Il vals criollo è basato sul ritmo del valzer viennese, ma i movimenti sono quasi gli stessi del tango (generalmente un passo sul primo tempo di ogni battuta). Viene chiamato anche vals cruzado per il continuo cambiar direzione nel movimento della coppia.