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Buenos Aires, 13 agosto 2006
“La Boca”
I colori di “La Boca” non sono solo sui muri, un vecchio pazzo con la mano destra sulla pancia e la sinistra al cielo ce l’ha segnati sulla faccia. Maledice me e la milonga donde el tango se siente.
Con sguardo fisso mi fa il gesto di andar via: “è proibito, non sta bene…” poi con l’indice tra bocca e naso mi sussurra qualcosa di damerini e di baldracche. Conosco un tango di terra, quello randagio, di strada, quello ballato col ghigno della sopravvivenza. Uomo tra gli uomini lupo, mi difendo con istinto primordiale, l’adrenalina. Devo proteggere la mia donna, la via di fuga è poco distante, l’entrata del museo de bellas artes. Ci immergiamo nella vita di porto, le sfumature cromatiche di Benito Quinquela Martìn costringono le nostre anime, è tango.
A Buenos Aires ognuno può vivere il proprio tempo e ballare intimamente il proprio tango.
Una lezione di tango nella milonga “El Beso”
Si chiamano Viviana e Mariano, il tango li ha uniti anche nella vita. Ci mostrano la postura dei ballerini di tango milonguero. I busti dell’uomo e della donna sono attaccati, le gambe indietro.
Il loro amore è grande, sono felici di farci lezione. Viviana si rivolge alle donne:” vedete io sono appoggiata a Mariano, mio marito va via! Beh, io mi sbilancio solo all’inizio,comunque resto in piedi… è come nella vita…”. Mariano si scosta, sorride ed aggiunge”…vale anche per gli uomini”.
Riscopriamo eleganza e semplicità.
Fabio Borzetti
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